Sviluppatore web · Full stack · Italia

Andrea Ghidara, sviluppatore e programmatore web full stack

Ritratto illustrato di Andrea Ghidara

Il tuo sito, cucito addosso alla tua azienda.

Prima le misure: cosa vendi e a chi. Poi un sito che spiega, un e-commerce che vende, una piattaforma che fa lavorare.

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Partiamo da qui

Le cinque richieste che mi fanno più spesso

Raramente arrivano da sole: in un progetto solo ci stanno quasi tutte, e decidere a quale rispondere per prima è già progettarlo. Le ho riscritte io, non sono le mail di nessuno, ma le risposte sono quelle vere.

Le cinque richieste che mi fanno più spesso

Aprine una. Le risposte sono quelle che scrivo davvero: non un preventivo, ma da dove partirei. E in un caso su cinque finiscono con «non ti serve».

Da
una richiesta come la tua
A
Andrea

Il sito non esprime la nostra direzione

Quello che di solito significaQuasi mai è un problema di parole.

La prova che puoi fare oggi, in dieci minutiScrivi le tre domande che ti fanno al telefono prima di comprare. Poi apri la tua home e conta a quante risponde nella prima schermata. Se sono zero o una, il problema non è come è scritto, è l'ordine in cui è messo: il sito racconta com'è fatta l'azienda invece di rispondere a chi arriva.

Che tipo di lavoro èIl lavoro grosso è decidere cosa viene prima, non produrre testo. Poche settimane, e non serve rifare la grafica per scoprirlo.

Andrea Ghidara
Sviluppatore web · Full stack

Questa è la mia, scrivimi

Da
una richiesta come la tua
A
Andrea

Un passaggio ci ruba ore a settimana

Quello che di solito significaÈ l'unica delle cinque in cui sai se conviene prima di cominciare.

Il conto che puoi fare oggiOre a settimana, per quanto costa un'ora di quella persona, per quarantacinque settimane. Se il numero che esce non è almeno il doppio di quanto costa lo strumento, il passaggio da automatizzare è un altro.

Che tipo di lavoro èUn pezzo piccolo e a sé, collegato a quello che già usi. Poi si calibra: come ti serve davvero si scopre usandolo, e da lì lo si stringe addosso.

Andrea Ghidara
Sviluppatore web · Full stack

Questa è la mia, scrivimi

Da
una richiesta come la tua
A
Andrea

La piattaforma c'è, ma deve fare di più

Quello che di solito significaQuasi sempre la piattaforma è stata costruita per l'azienda che eri, non per quella che sei.

I due numeri da confrontareConta quante persone la usano oggi contro quante la usavano il primo mese, e quante cose fa oggi contro quante ne faceva. Se uno dei due numeri è raddoppiato, quello che stai chiedendo non è una funzionalità in più: è la struttura sotto che deve crescere con te.

Che tipo di lavoro èSi comincia leggendo, non scrivendo: prima si guarda cosa regge già, poi si dice se quello che chiedi è un'aggiunta o il primo pezzo di una struttura nuova.

Andrea Ghidara
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Questa è la mia, scrivimi

Da
una richiesta come la tua
A
Andrea

Ogni mattina entro in cinque strumenti diversi

Quello che di solito significaIl problema non sono i cinque accessi. È che nessuno sa quale dei cinque ha il dato giusto.

Il numero da cercare due voltePrendi un numero che ti serve tutti i giorni, quanti ordini aperti o quanti clienti attivi, e cercalo in ogni strumento dove potrebbe stare. Se ti escono due numeri diversi, quello è il lavoro: non unire gli accessi, decidere chi ha ragione.

Che tipo di lavoro èA fasi, e la prima deve sostituire qualcosa per davvero. Un pezzo entrato in uso vale più di dieci pronti e spenti.

Andrea Ghidara
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Questa è la mia, scrivimi

Da
una richiesta come la tua
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Andrea

Ho un'idea, ma non so se si può fare sui miei processi

Quello che di solito significaNessuno arriva sapendo se gli serve uno strumento o una piattaforma.

Una domanda a cui puoi rispondere da solo, oggiSe domani sparisse una persona sola dall'azienda, cosa si fermerebbe? Quella cosa è il punto da cui parte qualunque progetto sensato, e quasi sempre è la stessa che ti costa troppo tempo adesso.

Che tipo di lavoro èNessuno, per ora. Rispondere a quella domanda vale più di qualunque preventivo, e per farlo non servo io.

Andrea Ghidara
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Scrivimi lo stesso

Il metodo

Tutto quello che non si vede

Un sito finito. Da qui in poi, tutto quello che c'è sotto.

il progetto

Da cosa è composto

  1. Il sito

    Quello che si vede. Colori, caratteri, gerarchia, parole, immagini. E come tutto questo regge anche su uno schermo da sei pollici.

    • I colori
    • I caratteri
    • Le sezioni
    • I testi
    • Le immagini
    • Il telefono
  2. Le logiche

    Quello che il sito fa. Ogni cosa che un visitatore può compiere è una regola scritta, un caso limite previsto, un errore gestito prima che capiti.

    • I contatti
    • L'area riservata
    • Il catalogo
    • I pagamenti
    • Le prenotazioni
    • Il tuo gestionale
  3. L'infrastruttura

    Quello che lo tiene in piedi alle tre di notte. Non si vede mai, finché non manca. E allora è l'unica cosa che si vede.

    • Dove sta
    • I dati
    • Le copie
    • Il dominio
    • La sicurezza
    • La velocità
  4. I servizi

    Quello che lo fa crescere dopo il lancio. Il sito online è l'inizio del lavoro, non la consegna.

Quello che chiami «un sito» è lo schermo al centro. Il resto è il lavoro che c'è dietro.

Quattro pezzi, e si montano insieme

Ognuno sta in piedi da solo: puoi chiedermi solo un sito, o solo l'automazione che ti toglie due ore a settimana. Ma sono fatti per combaciare, e messi insieme diventano il posto dove si lavora davvero. Si parte dal pezzo che pesa di più, il resto si aggiunge quando serve.

  1. 01

    Siti e landing

    Niente temi comprati e riempiti di testo. Si parte da cosa deve capire chi atterra nei primi tre secondi, e da lì scendono struttura, parole e immagini. Poi velocità e indicizzazione: sono la differenza fra avere un sito ed essere trovati.

  2. 02

    E-commerce

    Il catalogo lo collego a quello che hai già (gestionale, magazzino, corriere) invece di chiederti di aggiornare due sistemi a mano. Pagamenti e spedizioni restano configurabili: domani puoi cambiare fornitore senza rifare il negozio.

  3. 03

    Web app e piattaforme

    Si parte dalla versione più piccola che sta in piedi e la si mette presto davanti a qualcuno vero. Ruoli, permessi e abbonamenti si costruiscono da subito: aggiungerli a cose fatte vuol dire riscrivere.

  4. 04

    AI e automazioni

    Collegate ai tuoi dati veri, non a un modello che indovina. E una regola che non negozio: quando l'assistente non sa, passa a una persona invece di inventare una risposta.

Lavori

Quattro lavori, e come sono stati condotti

Quattro progetti veri. Per ognuno: cos'era il lavoro, la soluzione che ho scelto e perché quella, e come è stato condotto fino alla consegna.

Da qui in poi

Come possiamo proseguire

Non è un regolamento, è una comodità: quattro momenti decisi prima, così nessuno dei due deve chiedere all'altro a che punto siamo. Se il tuo caso vuole un ordine diverso, si cambia.

  1. 01 · Entro 48 ore dal primo incontro

    Un documento

    Due pagine: cosa serve per il progetto, e quanto tempo ci vuole per ogni pezzo.

    • Le basi che servono per cominciare a lavorare
    • Cosa è indispensabile per andare online, e cosa può aspettare
    • Cosa conviene lasciare fuori, o trasformare in qualcos'altro

    È il libretto di istruzioni del progetto: da lì in poi resta solo da costruirlo.

    Possiamo scriverlo insieme: se c'è qualcosa da cambiare, questo è il momento in cui cambiarlo costa poco.

  2. 02 · Prima che esista una riga di codice

    Uno schermo disegnato

    Le schermate che contano, prima che esistano. Non tutte: solo quelle dove qualcuno decide qualcosa.

    • La schermata dove arriva chi non ti conosce
    • Quella dove qualcuno compra, prenota o scrive
    • Quella che userai tu, ogni giorno, per anni

    Non è la grafica finita, ed è in bianco e nero apposta: sul colore si discute dopo, sull'ordine si discute adesso.

    Le decisioni importanti le prendiamo guardando questo, insieme. Cambiare un disegno costa un pomeriggio; cambiare una cosa già costruita costa una settimana.

  3. 03 · Ogni due settimane, fino alla fine

    Un link dove vedere e provare

    Non uno screenshot e non una presentazione: un indirizzo che apri dal telefono mentre il lavoro va avanti.

    • Ci puoi cliccare dentro
    • Lo puoi far vedere a un collega senza spiegarlo
    • Lo puoi bocciare, ed è il motivo per cui te lo do

    Non è un rilascio. È la stessa cosa, incompleta, ma vera: quello che c'è funziona davvero.

    È la differenza fra scoprire un problema a due settimane dall'inizio e scoprirlo a due giorni dalla fine.

  4. 04 · Dal lancio in poi, senza scadenza

    Un numero di telefono

    Dopo il lancio risponde una persona, e la persona sono io. Non un ticket, non un modulo, non un altro fornitore.

    • Le correzioni: se l'ho rotto io, lo aggiusto io
    • Le evoluzioni, preventivate una per una
    • «Si può fare?», anche quando la risposta è no

    Non è un contratto di assistenza da firmare per forza. Se non ti serve non lo paghi, e se ti serve sai già chi chiamare.

    È un contatto che ti resta, sia per l'assistenza sia per le idee che verranno dopo.

Percorso

Dove ho imparato

  1. a oggi

    Sviluppatore web freelance

    Nessun tesserino

    Cosa mi ha lasciato

    Il modo di parlare con chi non è tecnico: è la competenza che uso più di qualunque linguaggio. E il lavoro che faccio adesso: portare un'attività da più strumenti a una piattaforma sola, gestire lo streaming video per i clienti, tenere insieme documenti e contratti, far lavorare tanti operatori sulle stesse cose nello stesso momento.

    Progetti dei miei clienti e affiancamento ad altri freelance: dalla dashboard che centralizza un'attività ai pezzi che le orbitano attorno.

  2. Front-end Developer / UI e UX Designer

    D.lab

    Cosa mi ha lasciato

    Ho imparato a smistare il lavoro e a stare su più progetti insieme, decidendo con il team cosa veniva prima. E a costruire dentro applicazioni già in produzione, che intanto fatturavano: lì ogni modifica la fai mentre qualcuno sta comprando.

    Quattro prodotti fra quelli dell'azienda e quelli dei suoi clienti: una piattaforma B2B da migrare, un assistente AI, un archivio di immagini e una piattaforma di analisi.

  3. Web Developer

    E.ROI srl

    Cosa mi ha lasciato

    Tenere insieme più tecnologie invece di usarne una per volta: Vue e Inertia sopra Laravel, con i tempi di caricamento che scendono perché le due parti smettono di rifare lo stesso lavoro. E le prime basi dell'autenticazione, che è dove un sito smette di essere una vetrina.

    Piattaforme e-commerce fra Vue e Laravel: interfacce, autenticazione, API e i pannelli con cui ci si lavora dentro.

  4. Sviluppatore freelance

    Nessun tesserino

    Cosa mi ha lasciato

    Ho imparato a lavorare in un progetto già avviato, dove dovevo contestualizzare il codice, capire cosa faceva ogni pezzo e come era strutturata tutta la logica del prodotto, per implementare quello che mi veniva chiesto.

    Primi lavori su commissione: sviluppo e interfaccia di una dashboard per un'attività di reselling.

Da freelance il tesserino non te lo dà nessuno.

anni di sviluppo web
3
tempo di risposta
24h

Contatti

Il tuo turno

Ho un progetto

Raccontami cosa ti serve

Due righe bastano. Rispondo entro 24 ore, anche se la risposta è no.

Cosa succede dopo

  1. Entro 24 ore
    Una risposta, anche se è no

    Non un preventivo automatico e non un «grazie, ti ricontatteremo». Se non è roba per me te lo dico, e ti dico chi cercherei.

  2. Se ci sentiamo
    Mezz'ora, senza impegno

    Al telefono o in video. Serve a me per capire il problema e a te per capire come ragiono. Non si vende niente.

  3. Solo dopo
    Le stesse due pagine, con i numeri

    È il documento del percorso qui sopra, con in più quanto costa e quanto dura. Prima della chiamata quei numeri non ci sono, perché non ci sarebbe niente da contare.

L'altra uscita

Mi stai valutando per un ruolo?

Allora non ti serve un modulo. Qui c'è il CV aggiornato, e i due posti dove il codice che scrivo si legge davvero invece che raccontato.